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Giornata mondiale dell’acqua: L’oro blu che mancherà nelle città

Oggi 22 marzo 2011 Giornata mondiale dell’acqua sede principale dell’evento Cape Town in Sud Africa; il titolo dell’edizione ” Acqua per le città” sta a significare l’emergenza acqua nei centri urbani sempre più affollati di tutto il mondo.

Secondo gli osservatori delle Nazioni Unite, l’acqua urbana scarseggerà sempre di più, la crisi dell’oro blu è legata non tanto alla mancanza di risorse quanto alle politiche inadeguate ed alla cattiva gestione del patrimonio idrico.

Joan Clos, sottosegretario generale alle Nazioni Unite, ha messo in evidenza il rapporto fra i problemi dell’approvvigionamento idrico, quelli dell’inquinamento e del cambiamento climatico.

Il Wold Water Day 2011 ha pubblicato il i dati del rapporto fra acqua e urbanizzazione dai quali si rileva che la popolazione urbana cresce di due persone al secondo, il problema di assicurare l’acqua a tutti i cittadini e’ ancora più preoccupante se si pensa che la percentuale delle persone che vivrà in città nei prossimi due decenni salirà dal 60% fino al 95% nei paesi in via di sviluppo.

Questi dati fanno riflettere sulle possibilità di mantenere servizi adeguati alle popolazioni urbane dato che un abitante su quattro delle città (sono 789 milioni del mondo), vive senza adatte strutture igienico sanitarie. Molti accedono ai servizi igienici in comune e il 27% della popolazione delle città nei paesi in via di sviluppo non ha accesso alla rete idrica da casa.

Il problema dell’acqua è inoltre legato alla povertà, nelle baraccopoli infatti le condizioni sono precarie ed i poveri pagano fino a 50 volte di più per un litro d’acqua che spesso comperano da privati che lucrano sui loro bisogni.

Le risorse idriche urbane sono legate anche all’impatto ambientale, all’inquinamento dei corsi d’acqua con rifiuti prodotti dagli stessi insediamenti e ai disservizi dovuti alle falle della rete di distribuzione idrica.

La qualità e la potabilità dell’acqua è in stretta relazione alla gestione dei rifiuti solidi che contaminerebbero non solo i fiumi ma anche le falde, alla cementificazione, all’agricoltura intensiva, alle colture geneticamente modificate che porterebbero alla distruzione delle biodiversità e quindi a quel sistema che manterrebbe l’equilibrio del ciclo dell’acqua.

Per fare fronte a queste emergenze che non sono futuro lontano, ma presente vivo e vicinissimo anche per noi occidentali, occorrono politiche mirate ed efficaci in tutti i paesi nella consapevolezza che l’acqua è un bene comune insostituibile e inalienabile.

Simonetta Cestarelli

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L’Unità d’Italia: un affare non solo maschile

L’Unità d’Italia non è un affare solo maschile, anche se quando si pensa alRisorgimento la memoria ci riporta piuttosto a uomini come Giuseppe Mazzini, Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi.

Chi ha scritto la storia non ha mai avuto attenzione per la presenza femminile che ha fatto sempre da tappezzeria ai fatti accaduti, solo negli anni 70 con il femminismo si riscoprono le donne protagoniste della storia e per questa nuova rilettura al femminile delle vicende non a caso in America si parla non di history ma di herstory.

Se questa nostra patria quindi ha avuto padri importanti non dobbiamo dimenticare o far dimenticare che ha avuto madri altrettanto importanti.

Il Risorgimento è soprattutto una storia di diplomazia nazionale e internazionale in una società come quella ottocentesca dove la diffusione delle idee avveniva per contatto diretto, le prime ad impegnarsi per diffondere i convincimenti liberali furono proprio le donne.

Nonostante che allora fossero considerate madri, mogli e attributo del mondo maschile, le protagoniste della storia dell’ottocento si affermarono attraverso il loro doppio impegno da una parte contro la società che non le voleva soggetti partecipanti e dall’altra contro l’oppressore della patria.

Nei salotti dell’alta società chiamati allora ” giardini”, le donne della borghesia e della nobiltà si improvvisarono giardiniere premurose e attive nel preparare e diffondere le idee risorgimentali. Proprio per la loro attività di coordinatrici molte ” giardiniere” erano sorvegliate e schedate dalla polizia austriaca.

Fra di loro troviamo le figure più romantiche delle messaggere come la contessa Maria Gambarana Frecavalli che nascondendo i messaggi nei suoi fluenti capelli metteva in comunicazione i rivoluzionari lombardi con quelli del Regno di Sardegna; o Bianca Milesi, artista borghese dalle idee femministe che inventò un sistema crittografato per trasmettere messaggi segreti.

Gli intellettuali risorgimentali animavano i salotti, mentre i diplomatici tessevano alleanze e relazioni internazionali ed in questo campo le donne hanno avuto un ruolo insostituibile se non decisivo nell’attuazione dell’Unità d’Italia.

Le storie di queste eroine sono affascinanti quanto tristi, personaggi femminili di grande spessore che sono stati manipolati e usati per i giochi di potere, come la famosa contessa di Castiglione che divenne l’amante di Napoleone III oltre che della maggior parte degli uomini di potere dell’epoca per motivi diplomatici.

Virginia Oldolini cugina di Cavour, donna bellissima ha reso un grande servizio alla storia italiana e all’Italia stessa, mandata in Francia dal cugino e ottenuta l’attenzione di Napoleone III si adopera per ottenere un’alleanza franco-pemontese che cambierà la storia, a conti fatti e a risultati ottenuti, sfiorita la sua bellezza viene del tutto dimenticata.

Nel campo politico non ci si può dimenticare di Cristina Trivulzio Belgioioso, nata in una delle famiglie più facoltose di Milano, nobile, giornalista, viaggiatrice, intellettuale, femminista e paladina del progresismo, organizzò le 5 giornate di Milano e le truppe a Napoli, fu nominata poi da Mazzini responsabile degli ospedali provvisori per i feriti. Donna emancipata e ricca mette a disposizione della causa le sue sostanze, crea delle scuole dove insegna a leggere ai contadini, costretta a scappare si rifugia a Parigi e fonda la Gazzetta Italiana che poi spedisce in Italia di contrabbando.

Non mancano comunque le donne più agguerrite nel Risorgimento come Tonina Masanello padovana, eroina dell’impresa dei Mille che si travestì da uomo per combattere al fianco di Garibaldi, o Antonietta Porzi sul Gianicolo che si vestì da bersagliere per combattere insieme al marito. Garibaldi la nominò Colomba Antonietta Porzi e morì per mano dei francesi a porta San Pancrazio, infatti troviamo il suo busto insieme alle altre statue dei patrioti sul Gianicolo a Roma.

Ci sono tante altre eroine risorgimentali che si sono spese sul campo di battaglia, meno note magari, ma altrettanto appassionate e nessuna impresa risorgimentale sarebbe stata possibile senza i fiancheggiatori e molti di loro erano donne come come Giuditta Tavagni Arcuati che ospitò nella sua casa di Trastevere i patrioti e per questo fu uccisa dagli zuavi pontifici

Forse tutti non sanno che anche il nostro tricolore che sventolò Mazzini nei moti di Modena è stato cucito da una donna la sua compagna: Giuditta Bellerio Sidoli.

Le voci femminili del nostro Risorgimento sono tante ed importanti non dimentichiamole, fanno parte anche loro della storia del nostro paese, anche se i nostri vecchi sussidiari di storia le riassumono tutte in una sola quella di Anita Garibaldi compagna dell’eroe dei due mondi.

Simonetta Cestarelli

 

la signora delle meteoriti

Che la vita possa venire dalle stelle è stato spesso proposto ma confermato una scoperta recente di un gruppo di ricercatori dell’Arizona State University e dell’Università di California a Santa Cruz. La notizia è apparsa da poco sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Gli studi sono stati fatti sui frammenti fossili del Sistema Solare, delle meteoriti incontaminate trovate nell’Antartide appartenenti alla famiglia dei condriti carbonacei, che trattate  in condizioni di temperatura e pressioni simili a quelle  sulla terra, liberano ammoniaca e quindi azoto, elemento essenziale delle sostanze proteiche proprie degli organismi viventi.

La presenza di grandi quantità di azoto liberatosi dall’impatto di una pioggia di asteroidi sulla terra, dopo che si era raffreddato dal periodo iniziale e incandescente avrebbe innescato i meccanismi  chimici e biochimici che riconducono  alle prime molecole organiche nel brodo primordiale.

Una scoperta importantissima frutto di anni di ricerca coordinata e diretta  da una scienziata italiana: la professoressa Sandra Pizzarello, un cervello in fuga molto particolare, dalla storia personale professionale molto affascinante.

Sandra Pizzarello  è nata a Venezia,  ha 78 anni e si è laureata all’Università di Padova in  biochimica, ha lavorato quindi per pochi anni per una azienda farmaceutica, sono arrivati  4 figli e decide di fare la madre a tempo pieno. Al marito viene offerto un impiego interessante negli Stati Uniti, la famiglia si trasferisce e Sandra decide di rimettersi nel mondo del lavoro, dopo 15 anni di inattività, si specializza ed entra nel settore di ricerca sui meteoriti della NASA.

Con il suo lavoro di ricercatrice getta le basi dell’esobiologia ed oggi è  Emeritus Professor and Research professor dell’Arizona State University e secondo lei questo non sarebbe stato possibile in Italia. (neanche secondo noi :( , ndr)

Una vita eccezionale di una donna altrettanto eccezionale! Ho pensato che sarebbe stato bello incontrare una donna con una storia simile e quanto sarebbe stata interessante e utile la sua testimonianza, non solo come scienziata.

Mi sono fatta coraggio ed ho cercato il suo indirizzo, le ho scritto e dopo un giorno ho trovato un’amichevole risposta nella casella postale e ho constatato che c’è una corrispondenza che è quasi un paradigma fra conoscenza, sapere, cultura e qualità umane. Ho preso accordi e ho ottenuto  un’intervista che preferisco riportare integralmente, per non perdere tanto gli accenti quanto i contenuti personali delle risposte della professoressa.

Riporto l’intervista

I: La chiamano la signora delle meteoriti… le sue ricerche hanno portato a nuove ipotesi sulla storia e l’origine del nostro pianeta; di fronte a queste scoperte, che per un profano sembrano fantascienza, che tipo di emozioni prova?

S: “La ricerca scientifica, qualunque sia il campo, e’ spesso molto esigente: richiede tempo, energie ed anche pura fatica fisica (non saprei contare quanti fine settimana ho passato in laboratorio). Per di più non sempre le idee si realizzano in pratica, questa scoperta ha dato la soddisfazione di realizzarsi interamente con un risultato nuovo”.

I: Da ragazza laureata a Padova ricercatrice e quindi madre e astrobiologa di fama internazionale, come vede oggi la sua carriera: possibile anche in Italia?

S:”La mia carriera è stata molto particolare, come vedo Lei sa dalle domande che seguono, perché dopo la mia prima bambina sono “rimasta a casa”, ed ho finito col crescere quattro figli. Dopo quindici anni, con la più piccola già a scuola da un po’, sono tornata a lavorare. No, decisamente, non sarei mai riuscita a farlo in Italia. L’idea dell’intraprendenza in qualunque campo ed a qualunque età è un credo americano (che io sappia, magari si trova anche in altri “paesi nuovi” come l’Australia, la Nuova Zelanda). Naturalmente c’è anche una controparte in questo, che non piacerebbe a molti europei, per esempio, il rischio personale se non si “riesce”.

I: Nel suo lavoro di ricercatrice e nei suoi rapporti di lavoro in generale, si è mai sentita discriminata perché donna? Ha fatto fatica per farsi valere?

S:”Penso che risponderò qui alla domanda in generale, i.e., applicandola anche alle seguenti. No non ho mai provato discriminazione come donna, per quanto ci siano chiaramente persone che fanno sentire la loro superiorità, ma questo caso mi sembra più dovuto a pregiudizi verso differenze di cultura, livello sociale, razza (o semplicemente prepotenza di carattere).”

Molti dei problemi delle donne, sopratutto riguardo all’avere figli e fare una carriera allo stesso tempo, sono problemi di famiglia. Anche se è vero che una donna ha 9 mesi di “manifattura” di figli, la loro crescita può essere sostenuta anche dal padre. Io conosco molte donne che hanno continuato la loro carriera ed il marito è stato a casa per due, tre anni. Per le persone che conosco, la scelta è stata fatta sulla base delle possibilità nelle carriere dei due coniugi.

E’ questa una situazione ideale e poco diffusa? Non per me, io ho scelto di stare a casa, e certo non avrei potuto ricominciare a lavorare se avessi dovuto mantenere quattro figli (nessuno avrebbe pagato abbastanza una principiante nel campo). Mio marito, che era “andato avanti” ha mantenuto tutti, a quel punto.”

In altre parole, più che diritti per donne o uomini, una società   dovrebbe cercare di incoraggiare e facilitare l’uso migliore delle loro esistenze. Forse porterebbe a matrimoni migliori e ne approfitterebbero sia  coniugi che figli.

I: Avere dei figli in America ed in Italia è mai stato un limite per la sua professione?

S:” Vedi sopra, un limite si, ma scelto da me. Non lo rimpiango.”

I: Negli ultimi 50 anni la ricerca ed il mondo scientifico si sono mossi molto velocemente, i suoi risultati ne sono un esempio. Il mondo della ricerca di oggi le sembra più a misura di donna di quello di ieri?

S:”E’ la società o la ricerca che si aggiusta?”

I: Lei vive in America e probabilmente, per motivi di lavoro, ha  contatti con la realtà italiana del mondo scientifico e di ricerca, come vede la posizione delle donne italiane in questo contesto ?

S:”Penso i giovani, uomini quanto donne, siano svantaggiati in Italia.”

I: Quanto contano alla fine i sogni nella vita di una donna e quanto e come secondo lei e’ possibile e importante coltivarli?

S:”Qui la cosa diventa difficile, quello che uno considera importante varia troppo tra persona e persona. Non sono solo le scelte materiali (caviale o polenta?) ma anche la realtà di quanto una vuol/può dedicare con risultati effettivi…”

I: La sua scelta di rimettersi in gioco è stata indubbiamente molto importante e laboriosa, ha mai avuto qualche ripensamento? C’è mai stato un momento in cui si è detta: ora torno indietro?

S:”No”

I: Come vive il suo rapporto con i suoi collaboratori più giovani, il famoso age gapinfluenza anche i suoi rapporti personali e di lavoro con loro?

S:”Ci troviamo reciprocamente bene assieme”

I: Lei si e’ laureata a Padova, cosa e come ricorda questa città che la ha ospitata negli anni dell’Università ?

S:”Ho fatto una visita un po’ di anni fa e l’ho trovata molto cambiata”.

I: Per scelte come la sua di ricominciare dopo anni di inattività, ci vuole più coraggio, più passione o più fortuna?

S:”Entrambe, come per tutto nell’esistenza.”

I: Ha studiato per tanti anni, e per altrettanti ha fatto ricerca, oggi come è il suo rapporto con il sui lavoro? Quanto conta il suo lavoro per lei?

S:”Sono ancora qui a tempo pieno ed, ovviamente, ha priorità (altrimenti chi me lo farebbe fare?)”

I: Che cosa fa una astrobiologa che studia le meteoriti quando non è nei suoi laboratori di ricerca?

S:”Esercizio (bicicletta e cammino), giardinaggio (nei mesi che il tempo dell’Arizona lo permette) e vedo i nipoti (non abbastanza, sono una cattiva nonna, dicono le mie figlie)”…

Simonetta Cestarelli

enfance

Per ogni volta che un uomo strappa con forza

da indosso i tessuti di un sogno,

per ogni silenzio ancora nascosto

in un pensiero di voci e odori,

per  tutte le paure del buio

per quella pelle che non si lava mai,

nemmeno sotto la pioggia della stagione di una donna,

 

per disegni che non raccontano,

per le minacce fatte con una carezza,

per occhi che non giocano più

per segreti che trattengono anche le nuvole,

per la diffidenza che non si cancella,

per un corpo che trattiene l’infamia della violenza.

 

Per tutto questo,

e per le notti che disegnano

notti anche nella luce del giorno

io non perdono

chi ha strappato di una bambina

il sogno.

 

 

Beatrice Niccolai

 

 

Louise bourgeois, il sogno, la poesia, il dolore, il ricordo

Numero 3229
Cosa combini?
– Cammino nella notte
– Hai paura?
– No, sono abituato, perché non lo sa nessuno (che
non vedo nulla) preferisco non vedere nulla
(che tipo di cieco abbiamo qui)
*
Numero 3224

Resurrezione
Passo il mio tempo a negare, a fare nidi
Io nego, tu neghi, egli nega
Noi neghiamo, voi negate
Essi negano, esse negano
È tempo di non più
Negare, io non nego più
Tu non neghi più, egli non
nega più, noi non neghiamo
Più, voi non negate più
Essi non negano più
Che lei aveva paura della notte notte.

donne per sempre…

Siamo la metà del genere umano e da sempre siamo discriminate in quanto donne. Per quanto differenti per cultura razza e religione in ogni angolo del mondo lottiamo per i nostri diritti e per un mondo migliore per tutti da sempre e per sempre donne sempre pensanti presenti e mai zitte.